Giovanni Battista Corvino
 
   
 
 
   
   
   
   
Battaglia di Montemarrone - 1943
Nell’ottobre dell’anno 1943 ero stato destinato al Reparto Esplorante Alpino, poi divenuto Battaglione alpino “Piemonte”, facevo parte della 3^ compagnia ed ero il comandante del 1° plotone fucilieri.

Oggi posso affermare di essere stato fortunato perché, nelle operazioni principali del Battaglione “Piemonte”, sono stato sempre presente come protagonista, infatti:
  • nell’azione dell’occupazione di Monte Marrone il 31 marzo 1944, ero il comandante del plotone della terza compagnia destinato all’occupazione delle posizione poste sulla destra dello schieramento,
  • Nell’attacco dei tedeschi per riappropriarsi di Monte Marrone, nella notte di Pasqua (9 aprile), su ordine del mio comandante di compagnia mi spostai con una mia squadra nel settore della 1^ compagnia, im gravissime difficoltà, contribuendo a ricacciare i tedeschi,
  • Alla 3^ compagnia il 28 MAGGIO, comandante il Capitano Antonio Barbieri, che aveva sostituito il capitano Guadenzio Campanella infortunatosi in una missione esplorativa, venne affidato il compito dell’occupazione di Colle dell’Altare. Fu il mio plotone incaricato di effettuare l’operazione,
  • Il 29 maggio, scendendo dal Balzo della Cicogna , lungo un angusto sentiero ero in testa alla colonna, ed avvistati in fondo alla valle, nei pressi del Santuario della madonna del Canneto i tedeschi che cercavano di allontanarsi ed ingaggiai un combattimento, subendo anche delle perdite, ma allontanando i tedeschi,
  • Il 30 maggio sempre nella valle del Canneto, ero in testa alla colonna, quando mi avvidi che vi erasno dei tedeschi appostati che ci attendevano per tenderci un attacco, nonostante le raffiche di mitragliatrici, riusci ad evitare danni ai miei uomini.
  • Nelle Marche, nel mese di luglio, su richiesta del colonnello Maggiorino Anfosso, il comandante di Battaglione Alberto Briatore mi chiese la disponibilità ad effettuare, nella notte, un colpo di mano ad un caposaldo tedesco, che avrebbe potuto dare noie al reparto in avanzata. L’operazione fallì perché nella notte durante il percorso, di avvicinamento al caposaldo, nei campi di grano , i cani latravano, attirando l’attenzione anche dei tedeschi che sentivano sempre più vicini i latrati. Prevedendo che era fallita la sorpresa, prima di avventurarmi all’attacco, creai tanti varchi con la pinza tagliafili sulla rete metallica che recingeva un vigneto posto alla base del cocuzzolo. Infatti appena ci affacciammo allo scoperto avvenne la reazione dei tedeschi, con raffiche di mitragliatrici, con la pistola a razzi a colori a richiesi l’intervento dei mortai, riuscendo così a rientrare senza subire danni.
  • Il 20 luglio, dopo gli scontri della sera e della notte a casa Guglielmi, sostenuti dagli alpini della 1^ e 2^ compagnia, alle ore 7 alla testa del mio plotone, attraversando l’Esino a guado entrai per primo sulla piazza di Jesi.
Anche se ho rischiato varie volte, la fortuna mi è stata amica, ma devo riconoscere che le esperienze, dai 20 anni di età in su, dei 60 mesi di vita militare da me vissuti mi hanno veramente formato per poi continuare nella mia vita civile ad affrontare qualsiasi situazione, senza crearmi problemi.

A volte faccio in me delle considerazioni per 5 mesi (agosto - dicembre 1942) in Russia e per 6 mesi (marzo – settembre 1944) non ho mai dormito su un letto o su un materasso.
Tenente Colonnello Giovanni Battista Corvino